La Lega di Maurizio Beretta naviga a vista, non solo a livello politico visto che ha spezzato il fronte delle grandi (Juventus, Inter, Roma e vari satelliti farebbero parte di una improbabile opposizione) o di distribuzione dei soldi televisivi, con i criteri per così dire affinati in corso d'opera. Non è in grado di essere credibile nemmeno nella compilazione dei calendari, visto che la trentasettesima giornata della serie A in pochi giorni ha cambiato forma per ben tre volte. Quasi come lo stadio per le partite casalinghe del Cagliari. Allo stato attuale di sabato ci sono due partite solo per scommettitori (sull'Over, presumibilmente), Juventus-Cagliari e Catania-Pescara, mentre alle 12 e 30 di domenica Fiorentina-Palermo, Genoa-Inter e Lazio-Sampdoria. Incomprensibile, vista la situazione, perché nello 'slot' delle 12 e 30 non sia stato infilato anche il Siena che gioca a Napoli e che almeno in linea teorica potrebbe ancora salvarsi. Alle 18 un Parma-Bologna per amatori del calcio di fine stagione (che ha vari sottogeneri, tipo la goleada dell'attaccante trentenne in via di cessione), mentre il colpo di classe è stato riservato alla Fiorentina, con il Milan che giocherà di sera con la Roma conoscendo già il risultato dei viola. Saltiamo a piedi pari l'editoriale sul bel calcio di una volta che osservando le tre sole partite delle 15 verrebbe spontaneo, venendo al vero punto. I tifosi, non solo quelli che vanno alla stadio in casa e a maggior ragione in trasferta, ma anche quelli da Sky e Mediaset Premium, organizzano la propria vita e quella dei propri familiari in funzione delle partite. Potrà non piacere, ma è così. Quindi è inutile mitizzare Premier League e Bundesliga citandone in maniera acritica i fatturati quando non si è in grado di copiare nemmeno la loro serietà nella compilazione dei calendari (unici spostamenti che ricordiamo sono quelli per maltempo), che prescinde da feste di paese, sfilate di vario tipo, altri eventi sportivi, situazioni create dalla classifica. Tutte cose, tranne la classifica, ampiamente prevedibili in agosto. Il nostro è un calendario alla carta, che vale in linea di massima e che può essere modificato sulla base delle lamentele e dei rapporti di potere del momento.