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La Formula 1 approda a Shanghai per la seconda prova del Mondiale 2025, che vedrà anche la disputa della prima Sprint stagionale
Il mondo della Formula 1 nel corso della mattinata odierna ha appreso la notizia della scomparsa di Eddie Jordan, avvenuta all’età di 76 anni a causa di un brutto male (tumore alla vescica e alla prostata) diagnosticatogli lo scorso anno. Dopo essersi aggiudicato a 23 anni il campionato irlandese di kart, Jordan nel 1974 approdò prima in Formula Ford e poi nel 1975 in Formula 3, salvo poi fermarsi nel corso del 1976 a causa della rottura della gamba sinistra in seguito a un infortunio occorsogli sul circuito di Mallory Park. Ripresosi dall’infortunio, Jordan tornerà a guidare in Formula Atlantic conquistando tre gare nel 1977, per poi nel 1978 conquistare il titolo nella categoria. Proprio la conquista della Formula Atlantic gli darà la possibilità nel 1979 di partecipare a una gara di Formula 2 così come di effettuare alcuni test al volante della McLaren, aldilà della partecipazione al campionato di F3 britannico.
Senza fondi per poter correre come piloti, è nel 1979 che Eddie Jordan decide di fondare una propria squadra, chiamata Eddie Jordan Racing, che parteciperà nel 1983 nella F3 britannica potendo schierare James Weaver e Martin Brundle, che al termine di quella stagione si classificherà in seconda posizione, preceduto dall’indimenticabile Ayrton Senna. Nel 1987 con Johnny Herbert arriva il titolo nella categoria, ma nel frattempo Eddie Jordan guarda con profondo interesse all’approdo in Formula 3000, categoria che vedrà la conquista del titolo ad opera del suo team già nel 1988 con la coppia di piloti costituita da Johnny Herbert e Martin Donnelly, e che verrà poi bissata nel 1989 da Jean Alesi.
Nel 1991 Eddie Jordan decide di compiere il grande salto passando dalla Formula 3000 alla Formula 1, modificando la denominazione del team in Jordan Grand Prix ed affidando la realizzazione della monoposto a Gary Anderson (all’interno del team già dal 1989). I piloti titolari erano Andrea De Cesaris e il belga Bertrand Gachot, il quale però subito dopo Ferragosto viene arrestato in seguito a una lite con un tassista (al quale avrebbe spruzzato uno spray urticante acquistato in Germania, considerato però illegale nel Regno Unito) e condannato a undici mesi di carcere (alla fine saranno solo due grazie all’intervento degli avvocati).
©@F1
In quel frangente Eddie Jordan è alla disperata ricerca di un pilota con cui sostituire Gachot, e alla fine la scelta cade sul giovane pilota tedesco Michael Schumacher, che in occasione del Gp del Belgio fece il suo esordio in F1, approdando poi a partire dalla gara successiva al volante della Benetton (come possiamo leggere in questo Amarcord realizzato qualche anno fa).
Nel corso dei quindici anni di vita della propria squadra Eddie Jordan otterrà ben quattro vittorie in Formula 1: nel 1998 il Gp del Belgio con Damon Hill (e con Ralf Schumacher secondo, andando così ad ottenere l’unica doppietta ottenuta dalla Jordan nella sua storia), nel 1999 i Gp di Francia e d’Italia con Heinz Harald Frentzen, e infine nel 2003 la vittoria nel Gp del Brasile con Giancarlo Fisichella. Una vittoria, questa, molto particolare, in quanto la gara venne conclusa anticipatamente a quindici giri dal termine per via del violento incidente occorso a Fernando Alonso, salvatosi miracolosamente. Al momento dell’interruzione Fisichella aveva iniziato il 56°giro subito dopo aver concluso la tornata numero 55. In base al regolamento dell’epoca la classifica finale sarebbe dovuta essere quella relativa a due tornate precedenti all’interruzione (quindi il 54°giro), ma per un errore del sistema di cronometraggio la gara venne conclusa prima del passaggio di Fisichella sul traguardo, prendendo così come riferimento il 53°giro che vedeva ancora la McLaren di Kimi Raikkonen davanti alla Jordan di Fisichella.
©@F1
Resasi conto dell’errore, la FIA nel corso di una riunione avvenuta il venerdì successivo alla gara comunicò il veritiero ordine di arrivo che sancì la vittoria della Jordan guidata dal pilota romano, con Fisichella premiato in occasione della successiva gara di campionato a Imola.
Sotto il profilo però dei risultati dopo aver toccato il punto più alto nel 1999 con la conquista del terzo posto nella Classifica Costruttori, la Jordan cominciò gradualmente ad accusare un calo prestazionale che (ad eccezione della suddetta vittoria di Fisichella in Brasile nel 2003) porterà la squadra nei bassifondi della classifica, e ad accusare un momento piuttosto complicato sotto il profilo economico, che obbligò Eddie Jordan prima dell’inizio del Mondiale 2005 a vendere la propria squadra al gruppo Midland per poi uscire di scena.
Per dovere di cronaca, la scuderia mantenne la denominazione Jordan nel 2005, per poi nel 2006 assumere la denominazione Midland, salvo poi venir venduta alla Spyker Cars nel Settembre 2006 ed assumere nel 2007 la denominazione Spyker.
Uscito di scena dal mondo della Formula 1, nel 2009 Eddie Jordan torna nel Circus nelle vesti di commentatore televisivo per la BBC, salvo poi passare nel 2016 all’emittente televisiva britannica Channel 4. Nel 2023 assieme all’amico ed ex pilota di F1 David Coulthard aveva fondato il podcast “Formula For Success”.
Una volta comunicata la notizia della sua scomparsa, tantissimi sono i messaggi di cordoglio arrivati dalle varie squadre (Ferrari, Sauber, Williams, McLaren tramite il Ceo Zak Brown, Red Bull, Aston Martin, Alpine) così come dai piloti. Anche Liberty Media ha voluto ricordare Eddie Jordan tramite un comunicato scritto dal Presidente e Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali.
We are deeply saddened to hear about the sudden loss of Eddie Jordan.
— Formula 1 (@F1) March 20, 2025
With his inexhaustible energy he always knew how to make people smile, remaining genuine and brilliant at all times.
Eddie has been a protagonist of an era of F1 and he will be deeply missed.
In this moment… pic.twitter.com/ggf1ww9kmq
“Siamo profondamente addolorati nell'apprendere della perdita improvvisa di Eddie Jordan. Con la sua energia inesauribile sapeva sempre come far sorridere le persone, rimanendo sempre genuino e brillante.
Eddie è stato un protagonista di un'era della F1 e ci mancherà profondamente .In questo momento di dolore, i miei pensieri e quelli dell'intera famiglia della Formula 1 sono rivolti alla sua famiglia e ai suoi cari.”
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